"Mi affascina sempre la sua tranquillità e la sua padronanza con i burattini. Basta che li prenda in mano per creare la magia del movimento, aiutando l'effetto complessivo con misurate pause. Si vede che pensa mentre sta improvvisando, ma quello che è più sorprendente è che anche i burattini sembra che pensino".
Bruno Leone
Burattinaio e attore

"Ho conosciuto Otello Sarzi agli inizi degli anni '60 seguendone la 'fase romantica', l'esperienza del 'Teatrino dei 7 Colli' e i nuovi esperimenti da lui realizzati nel teatro dei burattini. Quel periodo fu davvero molto vivo. Otello Sarzi era conosciuto come burattinaio tradizionale ed il fatto che realizzasse allestimenti sperimentali, attorniato da una serie di artisti e di personaggi come Moravia e Guttuso, era molto innovativo nella scena italiana. Era encomiabile il suo tentativo di venir fuori dal tradizionale. Di Otello e del suo lavoro come 'solista' ho una grandissima stima. Lo considero quasi un Obraszov..."
Maria Signorelli
Burattinaia, studiosa

"Otello Sarzi è veramente un personaggio affascinante e fa capire come il teatro dei burattini sappia essere una forma poetica. Se posso fare un paragone, devo dire che ho sempre considerato mio maestro Sergio Tofano, nonostante io realizzassi poi cose completamente diverse dalle sue. Ecco, si potrebbe dire che Sergio Tofano sta a Luzzati come Otello Sarzi sta a tutti i burattinai che provengono da quella poetica teatrale".
Lele Luzzati
Scenografo, illustratore

"Chi lo conosce, sa che è molto facile incontrarlo. Ti dà una sensazione di grande possibilità di pulizia. Otello Sarzi e i suoi burattini, tutto quel mondo, fanno per me parte di uno dei periodi più stimolanti della mia vita d'attore".
Gigi Proietti
Attore, regista

"Quello che mi colpisce di Otello Sarzi è che il suo lavoro non prescinde mai dalle matrici popolari del suo essere; cioè non c'è quella sorta di paraintellettualismo che in certi momenti sembra cogliere altre esperienze diverse da lui. La tradizione viene qui restituita ed inventata con il suo estro poetico, ma mantenuta in quelle che sono le radici vere, politiche e culturali di Sarzi".
Maurizio Scaparro
Regista, direttore del Teatro Stabile di Roma

"Dal niente Otello riesce a creare qualcosa di interessante, anche in poco tempo. Non si ferma su nessuna idea e quando ha risolto un problema ne arriva già un altro. Credo che se riesce a controllarsi e stare un mese sul tema di uno spettacolo, è in grado di fare grandi cose, per lui e per gli altri".
Vincenzo Falchetto
Burattinaio, studioso

"Prima del Castello di Kafka, conoscevo già il lavoro di Otello Sarzi. Mi piaceva soprattutto la sua coerenza di uomo di spettacolo, di poeta del mondo dei burattini, e la nostra collaborazione artistica me lo ha fatto poi apprezzare molto di più. Direi che Otello Sarzi occupa in Italia un posto importante nel mondo dello spettacolo e che, tutto sommato, dovrebbe avere più spazio…".
Giorgio Gaslini
Musicista, compositore

"Otello è il guru dei burattini italiani. Un capo spirituale laico e dotato di autoironia. La tartarughina esoterica immancabilmente appesa al collo, la massa grigia di barba e capelli, ormai sono il simbolo del suo potere di fascinazione. Come uno sciamano Otello evoca (e non solo da dietro la tradizionale baracca con i suoi impareggiabili Fagiolino e Sandrone) emozioni e situazioni che appartengono a mondi lontani. Dove ingenuità, candore e lucida follia regnano sovrani, malgrado tutto".
Marisa Ostolani
Giornalista, direttore di "Burattini"

"Quello di Otello non è un teatro che si limita a una satira, a volte pungente, diretta solamente a persone e fatti riconoscibili nella vita di tutti i giorni. Egli è capace di oggettivizzare e rendere universali anche i fatti che possono apparire marginali, ma che non lo sono. Questa è la grande scuola del teatro che è stata capace di superare la ripetitività per offrire ad ogni replica dello spettacolo informazioni e sensazioni nuove.
Remo Melloni
Docente "Scuola Civica di Arte Drammatica" del Piccolo Teatro della Città di Milano

"Otello è un grande intellettuale della tradizione dei burattini, che rivive criticamente questo teatro e lo riflette, con distacco, nel mondo dello spettacolo. E' quindi per me il più grande di tutti, perché non replica stancamente e pedissequamente una tradizione. Al contrario, fa emergere un teatro che è squisitamente tradizionale ma con l'esperienza di oggi".
Roberto Leydi
Docente di Etnomusicologia, Università di Bologna

"I burattini e la Commedia dell'Arte hanno molte affinità e molti punti di contatto. Quando nell'Ottocento la tradizione della Commedia dell'Arte si è interrotta, la continuazione delle maschere è avvenuta proprio con i burattini ed attraverso canovacci e spettacoli della tradizione di cui Otello Sarzi è discendente: maestro burattinaio straordinario".
Ferruccio Soleri
Attore

"Credo che Otello sia importante, malgrado e nonostante gli altri. Credo che rappresenti nella nostra cultura contadina emiliana un baluardo di tradizioni con radici profondissime e che attraverso l'Ariosto arrivano fino ai nostri 'maggi'".
Nani Tedeschi
Pittore, grafico